Inserito da: animovagante | 2 Giugno, 2008

2 giugno – festa della repubblica

Il 27 dicembre 1947 si firmò la Costituzione della Repubblica Italiana:

“Art. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Ora, senza mettersi a ribadire punto per punto diritti (dei cittadini) e doveri (delle istituzioni, perché viceversa li sappiamo già), vi lascio godere la sfilata di carri armati e pennacchi, invitandovi a dimenticare le polemiche che già insidiano la giornata. Vi lascio quindi con una nota dolce, una poesia cui sono molto legato.

Utopia di libertà

Torneranno a darci il buongiorno,
tornerà qualcuno…
Amandoci è passata la notte infiltrata
nel muro a rubarci la luce,
a negarci speranze, a tossire
coi tuoni.
Leggero il chiarore d’aurora invade
la stanza e il riflesso del sole
è il solo puntino fisso e sereno
in un lampeggiare instabile del monitor,
mentre il tracciato quasi tradisce l’occhio
e la sagoma di una montagna si sovrappone.
Sono tornati a darci il buongiorno,
a riempirci le vene di magma
eppure brucia di più averti lontana,
tendere la mano e odiare i titanici centimetri
di abisso,
ritrarre il braccio madido e spossato.
Tornano e mi spostano per pietà o per errore:
occasioni così valgono uno sforzo nuovo…
Eccomi, sono qui!
Sfiorarti la spalla è solo apparenza, la punta,
l’abbraccio è iceberg che fuori non vedranno,
il mio sussurro racconterà una storia al tuo orecchio
dormiente come la libertà, su un prato,
le corse, il volo, il sogno…
Libertà per me è già questo,
riconquistare la tua pelle
e chissà che domani
arrivi alle tue labbra.


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