Buon anno a tutti!
Oggi parliamo di ottimismo.
Partiamo dal presupposto che un ottimista è tale nei momenti di difficoltà, altrimenti, quando le cose vanno bene, ragionare positivamente è scontato. In quel caso si è realisti, più che ottimisti… Il figlio di Bill Gates che guarda il suo conto corrente e pensa all’estratto conto del mese seguente accennando un sorriso è realista, non si sforza certo di essere ottimista!
Alla stragrande maggioranza di “poveri mortali” rivolgo un invito sincero: siate ottimisti!
Esistono limiti fisici che non possono o non devono essere superati, lo sappiamo bene. Il corpo innanzitutto, il senso civico, la condizione economica… insomma parecchi fattori fanno sì che, a meno di mettere a repentaglio la propria vita o quella degli altri, le nostre azioni siano vincolate da dei limiti. Ed è giusto – considerando giusto ciò che è utile ai più… – che sia così.
Altro conto è porsi dei limiti mentali…
Un libro dal titolo inquietante se non complicato non ci deve spaventare: ci vorrà del tempo, ma si potrà leggere… Pagina dopo pagina ci arricchirà, sarà la nostra piccola sfida. Lo stesso Bill Gates citato sopra ha confessato di leggere interamente le riviste che gli si pongono davanti, perché, se leggesse solo gli articoli che gli interessano, non crescerebbe culturalmente.
Che senso ha, poi, sognare a metà? Spesso le mie aspettative sono tacciate per fesserie, ma se devo sognare, da 1 a 10, io sogno 10; tanto so già che la vita poi mi darà meno di quanto mi aspetto, quindi parto in vantaggio! Magari se desiderassi 4 mi darebbe anche meno…
Dicono che l’ottimismo aiuti a superare le malattie e d’altro canto c’è chi sostiene che parlano bene quelli che sono solo sfiorati da certe difficoltà… Sono convinto di una cosa: “l’ottimismo aiuta la guarigione” e non “la guarigione aiuta l’ottimismo”. Se vengono fuori storie di persone che guariscono dall’AIDS come da altre patologie, non è perché a loro è stata riservata una strada speciale, ma se la sono cercata: “sto bene perché ragiono positivamente” e non “ragiono positivamente perché sto bene”. Ripeto: nel secondo caso sarebbe realismo, non ottimismo.
A chiusa di questo articolo di inizio anno nuovo, perché in fondo il 1° dell’anno si inventano ottimisti un po’ tutti, vi lascio una mia riflessione sull’assenza di limiti mentali:
Esser liberi
è pensare quel che un altro non pensa
e credere che quel che si è pensato
sia giusto.